Cesenati Per Cesena, Riflessioni Generali Su Cesena E La Romagna

solo per citarne alcuni, l’esposizione si propone di documentare in un arco cronologico che va dai primi decenni del Novecento fino ai giorni nostri, il rapporto continuo che l’arte ha avuto con gli oggetti d’uso comune e con gli scarti. La mostra sarà, quindi, un vero e proprio viaggio per ammirare la nascita, l’evoluzione e lo stato attuale del concetto di riutilizzo con finalità etica ed estetica nel mondo dell’arte moderna e contemporanea. Il progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz, si espande negli spazi delle Navate e del Cubo di Pirelli HangarBicocca e pone il visitatore al centro di una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo, un paesaggio inedito dal forte impatto visivo. Alla c

“E’ il momento – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Pietro Tropeano – di avviare l’approfondimento e la rilettura di un movimento artistico italiano di grande importanza com’è quello della Pop Art in Italia che ha avuto tanti protagonisti in un periodo tra i più vivaci dell’arte contemporanea nel nostro paese.” Imago Mundi traccia il profilo dell’arte contemporanea di un esteso territorio dell’America settentrionale attraverso, laghi, fiumi, tundra, foreste e metropoli. Great and North vuole esprimere quindi, fin dal suo titolo, la grandiosità del Nord americano, e invita il visitatore a aprirsi a un incontro sincero, genuino e spontaneo con i 759 artisti che, senza filtri o mediazioni, espongono sulla tela 10x12cm l’essenza della propria anima. Il sottotitolo “Tessere di ‘900” vuole invece dar conto di una esposizione che propone una serie di testimonianze di rilievo assoluto del Secolo trascorso, tessere di un mosaico che letto nella sua complessità evidenzia un periodo artistico tra i più fecondi e creativamente tumultuosi dell’arte italiana.

La mostra è stata concepita come un grande paesaggio, con uno speciale display progettato in stretta collaborazione con l’artista che mostra l’evoluzione naturale del suo lavoro con uno sguardo politico e personale al tempo stesso. Vero picco d’eccellenza della pittura manierista fiorentina del XVI secolo, la Deposizione di Rosso è presente in tutti i manuali di storia dell’arte e sin dall’Ottocento è uno dei motivi di visita a Volterra. ), la collezione rappresenta un’originale e importante testimonianza di una stagione creativa, complessa e vitale, dell’arte italiana del Novecento. Si tratta di nove maestri https://assoinveneto.org/5-storie-insolite-da-un-casino/ ancora non presenti nella Collezione le cui opere, grazie a un contributo del MiBACT in occasione del decennale del museo proprio per arricchire la collezione e attraverso questa mostra, entreranno a farne parte.

All’ingresso, sospesa sopra le teste del pubblico una fitta trama di cuscini annodati su se stessi e colorati di giallo e rosso. Un ampio approfondimento, che farà dialogare in maniera inedita artisti di differenti generazioni e nazionalità, sul tema della trasmissione del sapere in un’epoca in cui gli archivi digitali e portatili hanno reso facilmente accessibili in ogni luogo e in ogni tempo le più svariate espressioni artistiche. Nei dipinti a olio e china su carta di Taddei, un minuscolo individuo si ritrova in situazioni costantemente in bilico tra ironia e paradosso.

La mostra ospitata negli spazi di Palazzo Poli, sede dell’Istituto Centrale per la Grafica, e curata da Maria Francesca Bonetti, presenta una campagna fotografica svolta nelle città italiane iscritte nell’elenco del Patrimonio Mondiale UNESCO, durante il periodo del lockdown. L’indagine ha attraversato l’Italia da nord a sud, interessando i centri storici di Alberobello, Ferrara, Firenze, Matera, Napoli, Pisa, Roma, San Gimignano, Siena, Urbino e Venezia. Si tratta di una mostra ufficiale, realizzata in collaborazione con Archivio Bonalumi, che rappresenta un’occasione davvero unica per vedere un insieme di opere raramente esposte. , dedicata a una speciale selezione di lavori di piccole dimensioni che l’artista ha realizzato durante tutto l’arco della sua carriera. Voce rivoluzionaria per l’estetica che attraverso l’arte voleva promuovere una nuova coscienza sociale, Berti è stato propugnatore di un movimento artistico a favore di una pittura che raccontasse la vita vera “violenta e poderosa!”.

Lo fa in occasione della donazione di un nucleo di oltre 40 opere – 12 dipinti e 36 opere grafiche – che l’artista romano, da sempre “veneziano di adozione”, ha deciso a favore della Galleria Giorgio Franchetti. , presenta alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma oltre 300 pezzi unici tra oggetti, manifesti e fotografie d’epoca. A cura di Ilaria Bussoni, Manolo De Giorgi e Nicolas Martino, con la collaborazione dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, la mostra è un omaggio non nostalgico alla tradizione olivettiana, il racconto del grande progetto iniziato 110 anni fa grazie a una grande famiglia dell’industria italiana e dell’eredità immaginifica di quel progetto trasmessa all’azienda che prosegue nel presente. Il è progetto concepito da Roman Ondak per la scatola architettonica di Base e per il pubblico che pratica quel contesto.

Visibile sulla terrazza inferiore del Forte, Critical Mass, acquisisce una nuova forza nel confronto con la città rinascimentale, la storia dell’umanesimo e la continua e onnipresente relazione tra denaro e potere militare. La mostra, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Montignoso, è organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio ed è corredata di catalogo con testo critico di Marco Del Monte. Rivelando la profonda e seminale influenza che l’artista britannico ha esercitato sulle generazioni successive, la ricerca artistica di Leckey opera al di là del campo specifico dell’arte, muovendosi costantemente al confine fra arte e vita quotidiana. Partendo dalle suggestioni di alcune delle opere presenti nelle Collezioni del Mart, alle quali si aggiungono prestiti provenienti da gallerie e raccolte private, la mostra vuole accompagnare il visitatore lungo un percorso libero, eterogeneo e non dogmatico su uno dei leitmotiv del dibattito contemporaneo.

che nella sua ricerca artistica ricopre i ruoli normalmente distinti dell’autore, curatore, collezionista, ricercatore e ideatore di mostre. L’artista opera nel punto d’incontro tra discipline diverse come scultura, installazione, fotografia, architettura e design. , a una selezione di opere scelte attentamente tra quelle più profondamente legate al mondo naturale. Dedicare una mostra alle collezioni Guggenheim significa raccontare a ritmo serrato la nascita delle neoavanguardie del secondo dopoguerra in un fitto e costante dialogo tra artisti europei e americani. Realizzare questa straordinaria mostra a Firenze significa anche celebrare un legame speciale che riporta indietro nel tempo. È proprio a Palazzo Strozzi, infatti, negli spazi della Strozzina, che nel febbraio 1949 Peggy Guggenheim, da pochissimo giunta in Europa, decide di mostrare la collezione che poi troverà a Venezia la definitiva collocazione.

Nell’ambito della rassegna giovedì 11 gennaio alle ore 18 si terrà la presentazione del volume “Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall’Archivio dell’artista”, pubblicato dalla casa editrice Sillabe e curato da Elena Pontiggia. Un bus – in regolare servizio per la città – trasformato in galleria d’arte, sedie scolastiche su cui riprendono vita quadri famosi, performance artistiche in movimento che introducono a un originale percorso espositivo nella Galleria comunale di Cagliari. I disegni andranno ad affiancare le opere permanenti della Collezione Stengel, curata dallo Studio Abba e ospitata dal marzo 2017 sempre a Palazzo Rosselli del Turco, storico edificio dell’Oltrarno fiorentino, sede nella seconda metà dell’Ottocento degli studi di numerosi pittori e scultori americani e dell’ambasciata americana negli anni di Firenze Capitale. L’artista e la moglie Camilla, grandi appassionati della Toscana, hanno scelto infatti di custodire proprio a Firenze le opere, per far conoscere al grande pubblico il ricco percorso artistico del maestro ungherese. la stagione di mostre che coniugano le più recenti espressioni dell’arte contemporanea ai preziosi dipinti antichi della collezione della galleria fiorentina.

di dodici artisti italiani ed internazionali che, attraverso composizioni materiche ed oggettuali, hanno segnato la storia dell’arte dagli anni ’60 ad oggi. Nell’anno del 70° anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim alla XXIV Biennale di Venezia, presso il padiglione greco, il museo ha voluto commemorare questo momento dirompente nella storia dell’arte del XX secolo con una esposizione, raccolta ma molto mirata, che ricrea fedelmente l’ambiente del padiglione. in programma dal 7 novembre 2018 al 10 marzo 2019 raccoglie più di 150 immagini del grande fotografo che raccontano uomini, guerre, emergenze umanitarie ma anche il rapporto tra la condizione umana e la natura. La mostra a cura di Germano Celant nasce da un intenso lavoro sull’archivio di Pellegrin e ripercorre vent’anni del suo lavoro, dal 1998 al 2017. n’occasione preziosa per conoscere il suo percorso creativo e documentario e per approfondire i temi che animano il suo lavoro.

I loro interventi si aggiungono a quelli di Paco Cao, Emilio Isgrò, Paolo Meoni, Christian Fogarolli e Liliana Moro, presentati in occasione dell’apertura della mostra. Steiner ha sempre ricercato una profonda armonia tra uomo e natura, declinandola anche nel campo dell’architettura organica, così come nel design. Nei suoi progetti entrano in gioco elementi antropomorfi generati dal suo desiderio di creare un design di forme “animate”.

Travelnews24.it parla in 7 lingue e grazie al servizio di geolocalizzazione, in accordo con i Comuni, mira a valorizzare il patrimonio italiano locale meno conosciuto. KIABI, leader francese della moda a piccoli prezzi, lancia anche in Italia, la campagna “Give me 5 for charity”, in collaborazione con l’organizzazione umanitaria indipendente e laica HUMANA People to People ITALIA Onlus. M∙A∙C Cosmetics sarà make up ufficiale della Milano Fashion Week e Main Partner di Next Generation in programma dal 25 febbraio al 2 marzo 2015. Sabato 21 Febbraio lo SWISS CORNER, uno dei locali più alla moda del centro di Milano, situato ai piedi del grattacielo svizzero, organizza una serata anni ’80 con l’ausilio della Band JACKET REQUIRED Cover Band Best of 80 .

Nato a Viareggio nel 1964, Taddei vanta un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e collettive sia in Italia che all’estero . «L’intento» nota Luigi Trenti, presidente dell’Associazione MuDeTo – Museo de Design Toscano «è di pubblicare un database capillare dei prodotti eccellenti nei vari settori e come un progetto “open source”, mantenerlo in permanente aggiornamento ed evoluzione grazie al contributo di tutti gli associati ed esperti dei vari settori che saranno coinvolti nel Comitato Culturale». intende creare un centro di documentazione, accessibile tramite web, in grado di raccontare le storie più interessanti dei prodotti di industrial design afferenti ad uno dei territori più creativi, laboriosi e pionieristici del made in Italy. E’ dedicata al tecnigrafo Compasso d’Oro ADI A.90/STUDIO creato da Paolo Parigi nel 1975 per la Heron Parigi di Borgo San Lorenzo – Firenze la prima scheda dimostrativa del costituendo Museo del Design Toscano online.

  • solo per citarne alcuni, l’esposizione si propone di documentare in un arco cronologico che va dai primi decenni del Novecento fino ai giorni nostri, il rapporto continuo che l’arte ha avuto con gli oggetti d’uso comune e con gli scarti.
  • La mostra, a cura di Vicente Todolí, raccoglie quindici lavori iconici, tra sculture, installazioni e video, realizzati da Balka dagli anni Novanta a oggi, oltre a una nuova produzione, un video, concepito appositamente per il progetto espositivo di Pirelli HangarBicocca.
  • Per la Fondazione Merz Alfredo Jaar ha ideato un nuovo progetto giocato sul concetto di riflesso e di riflessione sulla storia politica, non per commemorare, ma per tornare a promuovere la cultura come fattore di cambiamento.
  • , un solo show dedicato a Nancy Genn, straordinaria storica artista californiana formatasi in quel bruciante momento che fu il secondo dopoguerra.

La sua figura fragile e avventurosa, il mito e l’enigma nascosto nella sua natura trasformatrice rendono la creatura di Collodi una delle immagini più evocative e universali che hanno appassionato piccoli e grandi lettori di tutto il pianeta. fino al 5 aprile 2020, è una superba incursione, con un centinaio di opere tra sculture, dipinti e disegni, nel terreno del più alto Novecento internazionale, avendo Parigi quale centro. Una vera e propria monografica dedicata ad Alberto Giacometti, con oltre settanta opere, unitamente ad altri artisti che gravitavano nella Parigi soprattutto degli anni tra le due guerre ma anche nel decennio successivo, da Kandinsky a Braque, da Chagall a Miró, con un’ulteriore ventina di dipinti celebri, spesso di grande formato. Nel XVII secolo il fenomeno del Gran Tour portava in Italia i giovani delle più grandi famiglie europee, a conoscere le bellezze della nostra arte e storia millenaria; nel corso di questi viaggi non solo completavano la loro educazione, ma vivevano spesso una grande avventura di vita. Da quei viaggi riportavano scritti, disegni e cartoline in ricordo dei luoghi visitati, perché ancora non c’era la fotografia. La ricerca dell’artista da sempre mette in dialogo percezioni sensoriali diverse ma complementari, ponendo in connessione immagini e suoni.

Il Museo della Permanente di Milano, in collaborazione con il Museo Xuyuan di Pechino, ospita dal 15 giugno al 10 settembre 2017 la prima grande retrospettiva italiana dedicata all’artista cinese Fang Zhaolin, nata a Wuxi nella provincia dello Jiangsu nel 1914 e scomparsa a Hong Kong nel 2006 all’età di 93 anni. Con 70 dipinti, che spaziano dalle produzioni degli anni ’20 fino ad arrivare agli anni ’70, la mostra indaga la portata della produzione artistica di Tobey e rivela lo straordinario, quanto radicale, fascino del suo lavoro. “Ytalia” è un grande e ambizioso progetto che vive Firenze come un unico grande e diffuso sistema di arte contemporanea, per mettere in scena un dialogo tra patrimonio storico artistico di conclamata bellezza con i segni e le forme dell’arte del secondo Novecento e del presente.

Durante tutto il periodo natalizio, e fino al 25 febbraio 2017, ben 17 grandi sculture in bronzo patinato si potranno ammirare in piazza del Duomo, nella Chiesa e nel Chiostro di Sant’Agostino affiancate, in questi ultimi casi, negli ambienti interni, da opere su tela e su carta. Il tema della memoria, del ruolo del soggetto nella società e del suo lascito saranno al centro degli interventi ospitati dalla Fondazione, e si intrecceranno anch’essi al legame con il vissuto di coloro che la abitarono. , la prima retrospettiva in assoluto dedicata al visionario stilista e furniture designer Rick Owens, proposta e presentata dalla curatrice del settore moda della Triennale di Milano Eleonora Fiorani. Si tratta di un nucleo di lavori molto specifici di Strazza, da lui dedicati prevalentemente alle geometrie dei Cosmati, gli abilissimi marmorari romani che nei primi due secoli dopo il Mille impreziosirono con opere di assoluta maestria chiese e palazzi, attingendo a più antichi modelli veneto bizantini.

la prima mostra del nuovo museo privato Musja, dedicato interamente all’arte contemporanea, presieduto da Ovidio Jacorossi e fondato sulla grande collezione di opere dal primo Novecento italiano ad oggi, che verranno affiancate nel corso delle attività alle tendenze contemporanee più innovative del panorama internazionale. L’obiettivo è quellodi proporre l’arte come contributo fondamentale alla crescita della persona e della collettività. Il nuovo Museo inoltre intende divenire un punto di riferimento per lo sviluppo della società civile nella Capitale e per approfondire l’impegno culturale e il dialogo con istituzioni e musei privati e pubblici nel mondo. Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuosissimo e ribelle, purtroppo prematuramente scomparso. Ad Alfonso Leoni, nel quarantesimo anno della sua scomparsa, è dedicata la prossima grande mostra del MIC di Faenza.